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Io sono una timida digitale e tu? – di Annamaria Poletti

Nel 2008 mi sono creata il profilo LinkedIn, poi negli anni successivi Facebook, Twitter e in fine Instagram…
Ma cosa ci faccio con tutti questi social?
Per lungo tempo sono stata un utente passivo… osservavo, leggevo, cercavo informazioni ma poco o mai postavo contenuti, poi nel 2014 sono entrata ufficialmente nel mio attuale ruolo di Recruiting & Employer Branding Manager e mi sono detta che sarebbe stato assolutamente necessario iniziare ad utilizzare attivamente almeno LinkedIn.
Di fatto con grande fatica e sforzo ho iniziato a riflettere su quali contenuti selezionare e con ancora più sforzo ho iniziato a sfidare la mia “timidezza digitale”. Che fossi una timida nel mondo reale questo già lo sapevo da diversi anni… ma ora mi stavo rendendo conto che questo tratto caratteriale su cui avevo lavorato parecchio ottenendo anche qualche discreto risultato nel mondo reale, mi si riproponeva di nuovo in versione digital e social. Questa timidezza tutto d’un tratto si presentava come una difficoltà a trovare contenuti che fossero sufficientemente (valutazione ovviamente tutta mia) interessanti tanto da dover essere condivisi. E ancora si proponeva con un vago pensiero del tipo “ma ora come ne parlo, con che stile, con che tono, in che modo”. A questo si aggiungeva la consapevolezza che esistono delle regole e dei modi che chi dei social ne fa il proprio mestiere conosce molto bene. Mi risuonavano nella mente regole tipo “non rilanciare un contenuto senza aggiungere il tuo personale pensiero”, “sii autentico e scrivi cosa provi e cosa pensi davvero tu”, “trasmetti emozioni”, “trasmetti spontaneità”…. Insomma una serie di suggerimenti che più che aiutarmi a trovare lo slancio e la spontaneità mi rendevano il tutto molto artefatto, una sorta di richiamo markettaro a cui la mia natura continuava a resistere!
Poi un bel giorno ho iniziato a scrivere qualcosa… poi da poche parole a qualche frase, poi da qualche frase ad un invito o semplicemente un breve accenno alle attività in corso ed ecco che velocemente i post sono diventati informativi, celebrativi, partecipativi e tanto altro in funzione dei diversi momenti e contenuti da veicolare, ma soprattutto sono diventati parte integrante della mia normale attività lavorativa. Mi riferisco a Linkedin però… gli altri social ancora attendono che arrivi il loro momento che forse non arriverà mai.
Il punto vero è trovare il proprio modo, il proprio equilibrio e il proprio stile in funzione di chi sei e cosa fai e superare quella remora che per noi timidi digitali esiste e capire che a qualcuno là fuori, nel mondo digitale e social, può davvero interessare ciò che abbiamo da dire oggi!
Questo per dire che va sfidata anche la nostra “confort zone digitale”, al fine di apprendere nuovi comportamenti ed aumentare la propria efficacia comunicativa!

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