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L’esercito degli invisibili – di Lorena Bullo

Carissimi oggi più che un articolo, Vi scrivo questa preziosa lettera.

In questo mese di lavoro con la miriade di CV ho capito che c’è ancora tanto da fare e ce la sto mettendo tutta per dare tutto ciò che ho in quelle ore che dedico a ciascuno di voi ogni volta che mi affidate la lettura del vostro curriculum mantenendo la promessa del mio regalo.
È decisamente più impegnativo del previsto, ma lo faccio con gioia perché la fiducia è reciproca e la stima che ne ricevo è palpabile ed è evidente per entrambi, anche se mi rendo conto che per molti scalfisco solo la punta dell’iceberg se voglio vedere la loro reale necessità.
Spesso essi sono inconsapevoli del problema reale e si trovano inermi a poter cogliere l’opportunità di investire sulla propria capacità di approccio verso se stessi prima ancora che sul proprio cv. Fortuna che molti altri hanno avuto l’accortezza di cambiare prospettiva e naturalmente anch’io sono contenta perché hanno capito che a differenza del vecchio monito “ io vinco e tu spendi” qui la novità’ è che si guadagna e si vince insieme, “nessuno escluso”.

Ma torniamo al CV. La realtà dei fatti è questa:
– da una parte c’è un’offerta crescente di persone come voi: professionisti, dirigenti e manager capaci di realizzare opere davvero di grande valore;
– dall’altra una serie di organizzazioni che stanno cercando voracemente queste stesse persone, per guidare il loro business verso una crescita costante e diversificata.
Il curriculum, che dovrebbe essere lo strumento principe, il ponte perfetto tra queste due parti, è spesso inefficace affinché le due parti combacino sensatamente.
E come se, le due parti parlassero lingue diverse. Indipendentemente dei motivi per cui ciò accade, vi assicuro che basterebbe davvero poco perché si colmasse questo divario, la comunicazione fosse fluida e l’incontro accadesse agevolando il processo di selezione e permettendo lo sviluppo tanto agognato delle aziende e delle persone, generando un rapporto proficuo e soddisfacente per entrambi.
Molti annunciano la mancanza di risposte ai loro CV, chiedono di essere visti per come esattamente sono e per ciò che sono davvero capaci di produrre e questo è normale e ci sta. Ma è proprio perché questo è importante bisogna prenderne atto di ciò che fa la differenza, ma se ci si rende invisibili e incapaci di scrivere un CV che comunichi ciò che è davvero importante per voi che scrivete difficilmente riuscirete a raggiungere (per quanto anch’io ce la possa metter tutta, lo scopo che volete.
Il CV non è altro che la cartina tornasole di questo malessere largamente diffuso.
Ora mi rivolgo unicamente a te. Sappi che se vuoi essere davvero visto e riconosciuto, devi farti vedere e se non ci riesci da solo, è inevitabile comprendere che è arrivato il tempo di confrontarti con chi ne sa più di te in questo campo ed è un professionista esperto qualificato. È normale. Chi l’ha fatto ha raggiunto il suo risultato e non è certo qui a lamentarsi, anzi. Egli è felicemente visibile e le persone lo seguono con piacere perché se ci è riuscito lui, almeno un motivo in più per seguirlo e farlo proprio c’è. E come l’ha fatto lui, l’ho fatto io e puoi farlo anche tu.
Certo ci vuole il coraggio, perseveranza, impegno e una grande fiducia per investire nuovamente su di te e sulla tua capacità di saper approcciare nuovamente il mondo del lavoro per come esso realmente è oggi (professional social network inclusi) mica ieri.
Una volta per i nostri genitori era importante trovare lavoro per avere i soldi, per comprare la TV a colori, la 500, andare in vacanza e vivere bene con la propria famiglia.
Poi, per chi è arrivato dopo, è stato importante trovare lavoro per esprimere se stesso attraverso una carriera folgorante, che garantisse il benessere economico alla sua famiglia e per concedersi il meritato relax magari durante il weekend della casa comprata in campagna o per i più fortunati, il viaggio premio alle Maldive, la gita in barca a vela e la partita di golf.
Oggi è diverso.
Oggi è importante capire cosa vuoi davvero realmente realizzare con la tua professionalità. La differenza è data dalla capacità di poter vivere i tuoi spazi in una dimensione di qualità, fatta su misura per il benessere tuo, oltre che per l’azienda e chi ci è vicino. Per farlo è necessario saper costruire relazioni sane, fatte di fiducia positiva e che siano piene di amore. Sembrerà strano eppure ce lo insegnano i millennials.
Si loro hanno ben capito quanto sia importante vivere il proprio presente. Lo fanno in ogni dove essi siano, impegnandosi liberamente e investendo su di loro stessi per primi. Trovano soluzioni affinché il proprio apprendimento sia continuo e svolto in modo sostenibile. I Millennials trovano energia e sono grati. Essi impostano la loro vita sulla loro capacità di progredire attraverso le relazioni interpersonali e trovano il tempo, l’energia e i soldi per trovare Mentor capaci da cui imparare per realizzare davvero, oltre che un lavoro soddisfacente, un mondo in cui vi sia incontestabilmente il posto per ciascuno in cui stare bene, che sia uno spazio libero da vivere ogni giorno la vita migliore possibile.
Lo hanno imparato molto da voi e da noi, genitori spesso assenti e incapaci di essere presenti nei momenti davvero importanti della loro vita. Loro hanno preso le distanze dalla solitudine del genitore-manager-executive invisibile.
Ma come dicevo ha poca importanza sapere i perché e i per cosa, ora è importante capire e fare tesoro del prezioso messaggio che continuamente viene dato. È ora subito necessario prendere seriamente in considerazione questa essenza preziosa, se vogliamo davvero anche noi essere partecipi e parte rilevante di guida e di contribuzione in questo spazio di vita vera.
L’esperienza c’è, la capacità di lavorare con qualità e di guidare le aziende con questo nuovo approccio pure. Che cosa ti manca? Hai grandi risorse e se ancora non le conosci perché forse troppo a lungo lasciate nascoste in te, ora è il momento di fare di tutto per farle emergere, a costo di ribaltare la casa e usare fino all’ultimo centesimo disponibile affinché si possa anche noi presenti, consapevoli di essere parte integrante e attiva di questo progresso e vivere pienamente il nostro presente con i nostri cari, gli amici, i colleghi, i capi e tutti coloro che ci sino vicini anche se fisicamente lontani. Non c’è più tempo, agisci! Sii grato anche tu per questo e trova la gioia che hai e vedrai anche tu che scambiarci i regali tra noi verrà ogni giorno più facile.
Naturalmente come ogni cosa anche questa ha il suo prezzo. Io preferisco chiamarlo investimento. Il mio motto è: investo oggi sono contento e sto meglio e domani ancora. Adottalo anche tu, è fantastico, positivamente contagioso e illuminante.
È la sintesi di ciò che sostiene la capacità di investire per progredire. Forse non tutti sanno che in moltissime aziende, la capacità di investimento su di te stesso è una competenza fondamentale per sbloccare la carriera, fare un passo avanti per contribuire e godere della fiducia direzionale.
Infatti, il significato dato dalla capacità di partire da te è perché tu sei l’unico che può decidere, in funzione di ciò che vuoi raggiungere, dove reputi necessario andare. Solo tu puoi sapere quanto sei disposto a impegnarti per questo. Le organizzazioni sanno quanto sia prezioso assumere uomini e donne capaci di investire su se stessi, è un valore inestimabile.
In termini di competenza (ciò che è valutabile in funzione del fatto di essere “vista” da un altro) è una dote molto ricercata e apprezzata in azienda soprattutto per gli “around fifty”.
È un asset fondamentale per il manager in carriera, perchè trasmette subito indipendenza, autonomia e leadership (capacità di guida).
Questo è anche uno dei principali motivi per cui gli Executive Coach e Mentor capaci di prendersi piena responsabilità di lavorare oltre che sul COSA anche sul CHI (trasformazionali) sono professionalità oggi richiestissime tra le aziende di maggior successo e non hanno prezzo. I loro onorari sono elevati agli occhi di molti perché riescono a produrre risultati incredibili in un lasso di tempo davvero limitato (normalmente riescono a ottenere il successo di un’ora pari a 4 delle altre).
Io stessa ho voluto essere pienamente immersa in questo tipo di realtà aziendali e oggi direttamente sulle persone perché la mia missione è proprio quella di “contribuire professionalmente a far fiorire il mondo” ed è per questo che nutro di continuo il mio bisogno di studiare, sperimentare con curiosità e interesse. È per ottenere risultati quotidiani di qualità. E’ come se avessi una sorta di dinamo incorporata, più pedalo più illumina. Mi appaga, mi piace e mi porta la sera stanca ma molto soddisfatta.
Magari non guadagno subito soldi, ma riesco a mangiare due volte al giorno, vado ogni tanto al cinema, mi permetto un viaggio all’anno (talvolta anche due), la cena con gli amici e sto volentieri con i miei cari. Il valore, il sostegno, la bellezza, la partecipazione e il senso che ho voluto dare alla vita che ho è molto di più e ne sono grata ogni giorno di più.
È facile, è difficile?
Non lo so non me lo sono neanche chiesta, l’ho fatto e basta.
Un giorno mi sono svegliata e ho capito che non mi bastava più aggiornarmi tecnicamente, era necessario aggiornarmi anche olisticamente. E se ci sono riuscita io senza le tecnologie e mezzi fantastici di ogni tanto più e meglio puoi farlo anche tu.
È arrivato il tempo di dire basta all’esercito di cinquantenni invisibili che hanno timore di esprimersi liberamente perché confondono ancora l’essere visibile come fosse l’immolarsi alla fucilazione, manco fossimo in una trincea nel bel mezzo di una guerra tutt’ora in atto. Mica c’è da costringersi all’uscire allo scoperto con la bandierina bianca.
So che sei anche tu diverso, qui la guerra è finita da un pezzo e neanche la naja (di cui nei colloqui mi ha parlato qualcun altro) esiste più.
Il fatto è che ancora molti sono talmente abituati a stare in silenzio dove si dovrebbe parlare che lasciano il loro spazio a coloro che di voce per lamentarsi non ne hanno mai abbastanza ed è questo che poi in altri spazi genera lo spreco di talenti che si buttano in altre dipendenze altrettanto silenti che nutrono cose come per esempio la speranza di vincere alla lotteria, ottenere il licenziamento per guadagnare la buona uscita e magari anche meglio, il prepensionamento. Se non sei attivo, cammini rasente muro e se non fai sentire la tua voce capace di dare voce alla qualità e al valore vero importante per te, è facile che probabilmente ti senta tu ancora immerso nell’esercito degli invisibili.
C apisco che pensare che partecipare attivamente con qualità e producendo valore anche sui social sia una novità assoluta per te. Magari ti sembra ancora di apparire come colui che sta cercando di “mettersi da solo sull’orlo del precipizio e cadere nel vuoto” ma la verità è probabilmente un’altra, è quella data dalla possibilità di darsi la chance di guardare anche a questa nuova dimensione di questo spazio della tua vita e del posto che hai anche nello spazio tecnologico appositamente creato da utilizzare a tuo vantaggio e come meglio ti piace.
I giudizi negativi che purtroppo capita di leggere, sono scritti soltanto da chi non ha altro di meglio da fare mentre gli altri seguono in silenzio.
È ancora il famoso esercito degli invisibili di cui sopra.
Qui non si tratta di giudizio si tratta di comprendere quanto sia importante il senso dell’inclusione e attivare la capacità aggiungere valore in ogni tuo dove (spazio dimensione, chiamala come ti piace di più) dando voce e qualità a ciò che è importante per te. Se vuoi saperlo meglio chiedi, non esistono domande giuste e risposte sbagliate. Esiste ciò che vuoi.
Esattamente come quando ti si chiede di scrivere il tuo curriculum, è tuo. Trova il modo di scrivere ciò che tu reputi sia il tuo miglior risultato ottenuto in ogni esperienza che hai voluto accettare di svolgere. Anche scrivere il cv standard lo scegli tu, sei tu che decidi cosa mettere è togliere, mica il mercato!
È un po’ come fare il cambio di stagione: sei tu che sei davanti all’armadio e togli gli abiti e li metti tutte sul letto. All’inizio ti sembra sia un gran caos, poi arriva un momento che devi decidere: o vai a dormire sul divano oppure butti tutto sul pavimento oppure inizi a mettere ordine. Ed ecco che scegli tu, cosa fare degli abiti che non ti piacciono o che non ti servono più e di quelli che ti piacciono ancora. È incredibilmente magico, non trovi anche tu?
Man mano che scegli, metti ordine e decidi per esempio, a chi devolvere i tuoi vestiti vecchi, quali portare in rianimazione in tintoria e quali altri mettere nuovamente dentro, ti accorgi che ti si libera dello spazio che, pur essendo vuoto non ti fa paura anzi, ti fa sentir leggerà perché capisci che è tutt’altro che pauroso e non ha nulla a che vedere rispetto al vuoto del precipizio.
È significativamente diverso ed è questo il vuoto che va cercato e trovato. E’ questo l’unico vuoto che ti dà energia, che libera la tua creatività e ti permette di lasciare liberi i tuoi pensieri.
È fantastico ed è praticamente questo ciò che ti viene chiesto quando di fare scrivi il tuo CV.
Da una parte scrivere cv dall’altra lavorare sul tuo invisibile che si è congedato da mo’ . Scegli tu.

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