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Abbi Fiducia e Fede, vedrai che funziona! – di Lorena Bullo –

Ho iniziato a lavorare a 19 anni e il desiderio più grande che avevo, era dimostrare a me stessa e al mondo che ero in grado di fare bene ciò che mi veniva affidato. Oggi lo tradurrei come volontà di realizzare quotidianamente il mio meglio.

Si, mi piace lavorare consapevole di produrre il valore quotidiano* che voglio. È come essere consapevole che posso aggiungere alla ricchezza prodotta ieri, quella che produco oggi in virtù di quella che ormai so che sarà anche meglio prodotta domani.
Ma non è sempre stato così, più volte sono inciampata nella corsa contro il tempo, rischiando davvero di soccombere in questa stupida guerra immaginaria. Per cui, posto il fatto che ero in tempo di pace, bisognava che trovassi il modo per non lasciarmi prendere dal tempo e riuscire a focalizzarmi su ciò che c’era da fare.
NO, trappolone! Focalizzarmi su ciò che c’era di davvero importante per me.
Ma come posso fare? So che molti si focalizzano con la meditazione, ma io con la meditazione mi addormento! E allora come posso fare? Beh, nel mio lavoro farei delle domande, ottimo!
Non vedo l’ora che sia mattina. Sì, la mattina è il momento migliore.
È mattina, vado in bagno e, finita la doccia, mentre mi lavo i denti mi chiedo: “Se fossi oggi al posto del mio miglior cliente, cosa avrei bisogno di ricevere per sentirmi davvero carica e stimolata a dare anch’io, come cliente, il meglio di me in questo lavoro insieme?” E continuo a lavarmi i denti fino a quando non mi viene l’illuminazione!
Si, sono proprio soddisfatta perché come per magia trovo il tempo per essere concentrata su me stessa, portare nuovo valore al lavoro della giornata e senza per questo tralasciare il mio benessere fisico.
Passa un mese e mi accorgo che la strategia si stava rivelando un disastro e la questione andava rivista, perché sebbene riuscissi a farmi le domande e darmi le risposte che volevo, di fatto i miei tempi al bagno si erano prolungati a dismisura e quando aprivo l’agenda, mi venivano i capelli lisci al solo pensiero di dover posticipare tutti gli appuntamenti già fissati. (Manco fossero state le tessere mobili del gioco del 15!*)
Prima di addormentarmi quella sera anticipai la sveglia e la mattina aggiunsi al tempo dei denti anche il tempo, per me magico, riservato esclusivamente alla doccia, ma neanche questa soluzione mi diede il risultato atteso. Era diventato un esercizio livello di difficoltà massima, impossibile da realizzare in una manciata di minuti.
Non riuscivo a trovare la soluzione che volevo. Capivo solo che dovevo smetterla di correre per focalizzarmi sul valore del mio lavoro giornaliero, ma i risultati sperimentati fino a quel momento erano devastanti e il mio entusiasmo ne usciva praticamente a pezzi. Non volevo mollare e, soprattutto, non avevo alcuna voglia di meditare. Quando ho iniziato a capire quello che era importante per me al lavoro e sperimentare modelli di efficacia personale, avevo trent’anni e la meditazione era totalmente estranea alla mia modalità di apprendere.
Nella mia idea, la meditazione era stata posta nell’insieme delle altre attività che reputavo statiche e poco affini alla mia attitudine del momento, anche se ne riconoscevo le benefiche doti soporifere. Morfeo ne sarebbe stato contento perché quando venivo presa dalla corsa matta, fuggivo anche dalle sue soffici braccia (almeno è così che me le immagino).
Avevo giusto capito che avevo bisogno di trovare il modo per connettermi con il mio centro (che per me è l’anima) per riuscire a trovare gli elementi importanti da portare come me (la capacità di ascoltare il cuore, oltre che la mente, lo spirito e il resto del corpo) nella corsa del giorno, ma non sapevo più quale soluzione adottare.
Stavo per abbandonare l’idea quando mi sono ricordata di Mark Hughes (fondatore di Herbalife) che diceva qualcosa come “se non riesci a vedere il grande successo che arriva, usa i miei occhi”.
Misi i suoi occhi, guardai e vidi che non era una questione di tempo legato alla risposta, ma di sapersi dare il tempo di porsi la domanda perché la risposta sarebbe arrivata nel tempo giusto.
Ora medito e prego pure con piacere. Abbi Fiducia e Fede che Funziona!
Grazie, a presto Lorena
Uno speciale ringraziamento per questo articolo a @Giusi Restivo che mi ha ispirata e accompagnata fino alla stesura finale del testo proposto. Grazie!
 
*Il valore del giorno è quella specifica nota profumata di colore di qualità che una volta identificata e prodotta nel mio lavoro, mi permette la soddisfazione che voglio per realizzare anche oggi il mio miglior capolavoro (mi piace pensare che il mio più grande capolavoro di vita sia fatto di tanti piccoli capolavori quotidiani).
 
**Classico Rompicapo classico creato nel 1874 da Noyes Palmer Chapman, molto in voga in Italia negli anni ’80. Si tratta di ordinare dall’1 al 15 tessere numerate scorrono in una scacchiera 4×4 grazie ad una posizione vuota (la 16).

 

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